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Dai telai verticali di Tabriz a quelli orizzontali dei Baluci, l’arte della tessitura è sempre stata motivo di vanto per la Persia (oggi Iran, ma conosciuta con il suo nome antico nell’ambito del tappeto). La fama dei manufatti locali è tale che molti chiamano “persiano” qualsiasi manufatto orientale. Fu in Persia che ebbero origine i tappeti a disegno curvilineo, tuttora prodotti.

I tappeti persiani (forse la regione tessile più famosa al mondo) presentano una vasta gamma di disegni, colori e tecniche compositive. Ma tale varietà non stupisce se si pensa alle numerose etnie che hanno composto la popolazione persiana ( turchi, azeri, curdi, turcomanni).

Per secoli, sin dal XV secolo, le tribù nomadi e gli abitanti dei villaggi hanno prodotto tappeti di grandi e piccole dimensioni per uso domestico. La tradizione tessile si elevò poi nelle aree urbane, in epoca safawide ( dal XVI secolo al 1722), dove vennero prodotti tappeti sofisticati nei laboratori di corte, i quali erano altamente organizzati. I principali centri di produzione erano : Tabriz, Kashan, Kirman, Isfahan, Herat ed Joshagan. Realizzate con l ‘impiego di lane e sete di primissima qualità, questi tappeti sono caratterizzati da un medaglione centrale e da disegni curvilinei intricati. Negli anni trenta venne fondata la Sherkate Farsh,la compagnia del tappeto, un organismo che aveva il compito di richiamare e mantenere vitali tecniche e motivi decorativi del passato. Tutt’ oggi si producono manufatti in molte zone diverse, per la forte domanda proveniente dai mercati occidentali.

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