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La regione del Caucaso, aspra e selvaggia, prende nome da una delle maggiori catene montuose del mondo, che si estende per oltre 1000 km dal mar Nero al mar Caspio, formando una straordinaria barriera naturale tra Europa ed Asia.

Soprattutto in virtù di queste condizioni naturali, le origini della produzione dei tappeti caucasici sono molto antiche, e quest’ ultimi si contraddistinguono per essere dei manufatti in lana durevole, ideale per il rigido clima invernale.

L’ arte della tessitura nel Caucaso ha una storia illustre, risalendo almeno al XV secolo, quando gran parte della regione caucasica costituiva una provincia persiana. A causa del profondo attaccamento alla religione e all’ identità regionale, la conservazione degli standard di tessitura, era un motivo di vanto. Pur essendo estremamente vari, i manufatti del Caucaso sono in genere di dimensioni limitate, spesso caratterizzati da disegni geometrici nitidi e soprattutto, fino all’ inizio del Novecento, da colori naturali, molto chiari e vivaci.

In tutto il Caucaso veniva usato il telaio verticale ed era impiegata lana di pecora di qualità. Le basi dei tappeti del Caucaso centrale sono interamente in lana, mentre quelle delle regioni orientali possono essere in cotone, lana o una mescolanza dei due materiali. I tappeti Kazak (Caucaso centrale) e Karabagh ( Caucaso meridionale ) si distinguono spesso per la loro trama rossa.

I tappeti del Caucaso, molto apprezzati in Occidente per i loro colori e disegni raffinati (particolarmente apprezzati quelli provenienti dai distretti di Kuba e Shirwan ), sono stati esportati dal XIX secolo in poi, conservandosi spesso molto bene, grazie alla loro struttura decisamente resistente.

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